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    Imagine there's no heaven It's easy if you try No hell below us Above us only sky Imagine all the people Living for today... Imagine there's no countries It isn't hard to do Nothing to kill or die for And no religion too Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one I hope someday you'll join us And the world will be as one Imagine no possessions I wonder if you can No need for greed or hunger A brotherhood of man Imagine all the people Sharing all the world... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one I hope someday you'll join us And the world will live as one
    This material is Open Knowledge
    Visita Occasione perduta?






    Se i giovani si organizzano,
    si impadroniscono
    di ogni ramo del sapere
    e lottano con i lavoratori
    e gli oppressi,
    non c'è scampo
    per un vecchio ordine
    fondato sul privilegio
    e sull'ingiustizia.

    Enrico Berlinguer


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    "presupponendo l'uomo come uomo
    e il suo rapporto col mondo come
    un rapporto umano,
    potrai scambiare amore solo con amore,
    fiducia solo con fiducia.
    Se vuoi godere dell'arte,
    devi essere un uomo artisticamente educato;
    se vuoi esercitare qualche influsso sugli altri uomini,
    devi essere un uomo che agisce sugli altri uomini
    stimolandoli e sollecitandoli realmente.
    Ognuno dei tuoi rapporti con l'uomo e la natura
    dev'essere una manifestazione determinata
    e corrispondente all'oggetto della tua volontà,
    della tua vita individuale nella sua realtà.
    Se tu ami senza suscitare un'amorosa corrispondenza,
    se il tuo amore come amore non produce una corrispondenza d'amore,
    se nella tua manifestazione vitale di uomo amante
    non fai di te stesso un uomo amato,
    il tuo amore è impotente, è un'infelicità".

    Karl Marx







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    sentimenti
    Pensieri per Paolo Zocchi
    1 giugno 2009
    (a cura di Flavia Marzano) - aggiornato al 2 luglio 2009
    [se volete essere aggiunti/cancellati da qui,
    postate un commento o mandatemi una mail, lo farò...]

    Ho raccolto alcune frasi che sono state pubblicate sulla sua e sulla mia bacheca di Facebook o sul mio blog o che mi sono state mandate via mail, sono le più vere, le più giuste... siamo tanti a volergli bene e a stimarlo come professionista e soprattutto come persona.

    Claudia, Benedetta e Jacopo Zocchi

    "E' trascorso un mese dalla morte di Paolo e non abbiamo avuto l'opportunità di ringraziare tutti. Lo facciamo ora; con molti ci incontreremo il prossimo 6 luglio, ma l'emozione sarà troppo forte per poterlo fare pubblicamente. Approfittiamo, quindi, di questo "luogo", che in tanti avete utilizzato in ricordo di Paolo, per ringraziarvi, davvero di cuore, per l’affetto e il calore che ci avete fatto sentire in questa esperienza  per noi così dolorosa e intensa.

    Siamo pieni di gratitudine per aver potuto condividere la nostra vita con una persona speciale, che ci ha amato e dato tanto.

    Siamo certi che la sua forza, la sua vitalità, la sua passione, il suo profondo senso di libertà, la sua ironia,  il suo sorriso, la sua intelligenza, continueranno a riempire la  nostra vita e ad alimentare il legame solido e profondo che abbiamo costruito. Ancora grazie."


    Anonimo
    Paolo non è mio amico perché non ho avuto il tempo di conoscerlo abbastanza, questo mi dispiace tanto, tuttavia in Rete ci si conosce vuoi per pensieri affidati al costruttivo confronto, vuoi per le mail sulle riflessioni e sul senso dell’innovazione che vengono poste per una crescita comune; in questo modo si riesce, con il tempo, a capire di che passione il tuo interlocutore è fatto.
    Si comprende che la passione di Paolo è quella che non solo “condivide” quanto “coinvolge”.
    Ad ottobre nel breve spazio di un convegno “Occasione Perduta”, Paolo mi ha mostrato la sua forza non basata su sterili “progetti” ma sul “fare operoso”, magari affidando le proprie idee ad un confronto ideologico verso coloro, che per vari motivi, possono essere dissenzienti.
    I più giovani, che Paolo sa coinvolgere, sono la prova tangibile del suo modo di fare.
    Un modo di fare che non deve essere disperso, magari proprio per realizzare quella “possibile democrazia” che Internet, come strumento di comunicazione, può ancora realizzare e sulla quale Paolo scriveva e si interrogava, già dal 2003.

    I ragazzi del corso di
    Modelli e strategie di e-government 2008/2009 della Sapienza
    questa mattina abbiamo sperato fino alla fine che il Paolo Zocchi, escursionista romano di 47 anni scomparso sul Gran Sasso non fosse il professore ma un omonimo e invece...è stato traumatico trovare la notizia su Occasione Perduta? e in molti altri blog...abbiamo provato un profondo senso di vuoto, come se una grossa fonte di luce si fosse spenta improvvisamente.
    Le sue lezioni sono state delle occasioni d'oro per noi comunicatori, momenti di alta formazione: ci ha lanciato tanti stimoli, interessanti input di discussione, ci ha spronati alla continua ricerca del sapere, della conoscenza, al non essere passivi in un mondo in continuo fermento.
    L'abbiamo apprezzato e stimato fin dal primo istante perché era una persona eccezionale, positiva con uno stile coinvolgente e carismatico: non lo dimenticheremo mai.
    Viviamo con te e con la famiglia questo momento di dolore

    Antonella Accosta
    Paolo, rimango addolorata leggendo queste parole, ma è vero... dimmi di no, rispondi ti prego. Abbiamo lavorato insieme per soli 2 anni eppure l'accordo era di due amici che si conoscono da sempre... mi mancherai tanto.
    Ciao Paolo, ieri ero con tutti gli altri a salutarti, ho visto nei volti l'angoscia, la tristezza, la sorpresa e il dolore. Nel volto di Tuo figlio il tuo stesso coraggio mentre con le mani toccava la tua bara. La compostezza e la forza di Claudia e Benedetta che conosco dalla foto che avevi sulla scrivania in ufficio. Quanta gente Paolo a salutare la tua allegria, la tua intelligenza, il tuo credere nel futuro.
    Ciao Paolo un forte abbraccio.

    Massimo Alessandro
    Ciao Paolo.Continueremo il lavoro...interrotto e ti terremo aggiornati su come crescerà il tuo gruppo di lavoro

    Rosa Arduini
    Io voglio ringraziare fino in fondo il nostro caro professore che, oltre ad essere stato un insegnante che è riuscito a trasmettere un mondo ai suoi studenti, ci è stato vicino fin da subito nel brutto periodo del terremoto, lui sempre pronto a darci una mano in tutti i modi. Grazie di tutto.

    Andrea Baghera
    A nome degli studenti di "Modelli e strategie di e-government" http://www.youtube.com/watch?v=zsyJiNnyo-M

    Gabriele Bartolini
    Non ho parole. Ho avuto modo di incontrare Paolo nel poco tempo in cui ho partecipato alla sottocommissione sull'Open-Source, e sin da subito sono rimasto colpito sul piano umano dalla sua disponibilità e dalla sua capacità di ascoltare gli altri.

    Andrea Bernardi  
    Paolo Zocchi è una delle persone per cui per molti anni mi sono sentito a casa nella Margherita e nel Partito Democratico.

    Mariella Berra
    Ho conosciuto Paolo Zocchi a  San Giuliano e l’ho rivisto a Roma 1 mese fa.
    Conoscevo il suo lavoro e il suo impegno.
    Di lui ricordo la sua passione discreta, la voglia di capire e spiegare , la sua gentilezza scherzosa ed anche la sua fisicità.
    D’altronde tenacia, costanza, pazienza  e determinazione verso la meta sono le doti degli alpinisti.
    A te  mancherà molto, ma mancherà anche noi tutti. Con affetto mariella

    Marcello Bidoli
    Una pizzeria sgangherata a Viale MANZONI, lui che arriva tardi di corsa con quel sorriso da compagno di merende. Si parla del futuro, si buttano là idee e sogni al vento, sicuri che sarebero durate il tempo di una birra. Poi nella mia consueta irruenza ti buttai li l'idea maestra, lavora un po' per noi, c'è da fare un controllo su un progetto per un Ministero, lavoriamo con Professori Universitari, tu dacci un'occhiata.
    Un secondo e si inizia un cammino insieme, contraddistinto sempre dal tuo fare vulcanico e la mia irruenza, anarchia la chiamavi tu. Quante volte ci siamo capiti poco e quante volte ci capivamo prima di dirci le cose, con sempre il tempo a far da cornice ai nostri incontri, brevi, con assensi veloci. A ripensarci bene ne abbiamo fatte tante di cose insieme con quella sfrontatezza e coraggio condita da tanta incoscienza.
    Quante volte ti ho detto siamo simili Paolo, e tu quasi inorridendo dicevi no non posso assomigliare  a uno come te.
    Ci son tante cose che dovevamo fare ancora insieme, le faremo, perché ogni cosa che realizzeremo sarà sempre accompagnata dal tuo sorriso come marchio indelebile.
    Ciao Paolo

    Vincenzo Bloise
    Paolo è la persona che mi ha avvicinato alla politica, io manager aziendale senza altra esperienza che il mio settore tecnico, la persona che mi ha fatto candidare per la prima volta nella vita, le persona d cui percepivo il lato umano, costruttivo, positivo della politica.
    Paolo, persona diretta, chiara, senza fronzoli, che sapeva unire il linguaggio della politica a quello dei tecnici, che sapeva capire e anche farsi capire, e a tutti i livelli.
    Paolo, per natura sorridente e positivo, grande comunicatore, ma sempre concreto.
    Paolo, che sapeva cogliere velocemente le novità importanti e distinguerle (cosa difficile per un innovatore) da quelle di facciata, e sapeva trasformarle in occasioni politiche.
    Paolo, una persona che trovavi sempre e che ti trovava sempre, grazie alla sua professionalità e umanità.
    Paolo, sarà difficile continuare senza di te.
    Paolo, forse continuerò PER te, con il tuo esempio in mente.

    Ugo Bonelli
    Cara Flavia, un abbraccio forte, conoscendo il vostro legame personale, professionale ed intellettuale... dedichiamo un incontro di "Occasione perduta" ai suoi progetti...la Rete oltre tutte le idee politiche.

    Romeo Broglia
    Cara Flavia,
    ieri sera in modo del tutto casuale ho saputo della scomparsa di Paolo. Sono ore che non riesco a realizzare quanto è accaduto. Non mi sembra possa essere vero. Ho appena letto un tuo ricordo bellissimo di Paolo, vivo, vero e pieno di affetto e riconoscenza per lui come persona e per il suo lavoro. Condivido tutto e ti ringrazio per aver dato corpo a quello che tanti di noi, credo, hanno nel cuore.
    Per me l'incontro con Paolo e con te ai tempi di UnaRete ha coinciso con uno dei momenti più belli e produttivi della mia vita. Lavorare nel concreto tutti i giorni e tenere sempre lo sguardo alto per scrutare l'orizzonte e capire in quale direzione camminare.
    L'incontro di Firenze per me era stato un ritorno a casa, con la ritrovata consapevolezza che il nostro quotidiano lavoro nella PA locale era privo di senso senza una prospettiva più vasta, un orizzonte più alto.
    In quell'occasione avevo invitato Paolo a Parma, a Langhirano per la precisione, per chiudere un nostro convegno sulla Rete ed il PD. Aveva accettato volentieri e nelle ore trascorse insieme, davanti a qualche piatto di prosciutto e culatello, avevamo buttato sul tavolo idee e progetti per il mio territorio, con la convinzione che in questi momenti complicati con le Tecnologie ma anche con la Politica forse era necessario ripartire dal basso, dalla periferia.
    Avevamo parlato anche, tanto, di montagna. Una comune passione. Che scoprivo per la prima volta in lui.
    Questo mi ha fatto sentire ancora di più vicino a lui, con la consapevolezza che c'era un'altra cosa che ci univa. Ne parlava con entusiasmo. L'entusiasmo di chi ama davvero la montagna. Sono stati momenti bellissimi, quelli trascorsi insieme e l'idea che non ce ne saranno altri mi stringe il cuore e mi toglie il fiato.
    Non credo riuscirò ad essere a Roma per il funerale. Ma ti chiedo di tenermi informato ed in Rete per tutto quello che si potrà fare per ricordarlo e per continuare, se ne saremo capaci, il lavoro che lui aveva iniziato.
    Vediamoci presto.
    Un forte abbraccio.
    Romeo

    Miranda Brugi
    Sono troppo emozionata per dire qualcosa che possa anche minimamente lenire il dolore di chi ha perso così tragicamente un carissimo amico. Ci mancherà e lo ricorderemo, ma non sarà più la stessa cosa. Un abbraccio forte alla famiglia e a tutti gli amici.

    Angelo Buongiovanni
    Torno in rete soltanto ora -- e corro subito a cercare la notizia. E' come se dovessi leggerlo per crederci. Paolo -- una delle persone piu' vitali che io abbia conosciuto -- uno incapace di spegnersi, di rallentare. Era tanto tempo che non ci sentivamo -- vite tanto diverse, mondi sempre più lontani -- ma scoprire che non c'è più lascia una emozione enorme. Mi mancherà -- ci mancherà.

    Tommaso Caldarelli
    Conoscevo Paolo Zocchi. Era una persona sveglia. Si occupava di innovazione e tecnologia per la Margherita, in modo sufficientemente appassionato da mettere su un gruppo di lavoro permanente, che non so bene cosa abbia prodotto, ma della quale esistenza già c’è da rallegrarsi. Lo conoscevo perché fu lui a offrirmi un posto in Lista Civica; probabilmente gli parlò di me il figlio, che conosco più che molto bene dopo anni di scuola insieme, lo stesso Jacopo che ora mi saluta su MSN dicendo che va a dormire. Mancherà.
    Probabilmente la vertigine di ciò che c’è al di la di questo tempo e spazio è ben maggiore dei trecento metri verticali che Paolo ha disceso, prima di salire ben più in alto. E la brusca mazzata d’arresto che subiamo tutti noi in queste ore, increduli e senza spiegazione davanti al fatto che la gente debba morire, a un certo punto, mi porta a chiedermi come si possa fare ad andare a dormire.
    E di colpo mi appare chiaro perché sia opportuno avere uno stile di vita almeno un poco sobrio, non rubare sulle spalle dei poveracci, andare in giro a fare le cose al meglio possibile e cercando sempre il bene di qualcun altro lungo la strada.  È che alla cassa ci arriviamo tutti, prima o poi. E mi ricorderò sempre che conta di più la storia di una famiglia lacerata che tutte le discussioni su quante mignotte può sopportare questo paese prima di fare un botto gigantesco in una disgustosa nuvola di pattume. E che quindi bisognerebbe evitare di comportarsi in modo tale da far discutere tutti quanti per giorni e giorni (e giorni) di quanto è puzzolente la cacca, perché non è rispettoso verso la gente che nasce, cresce, vive e muore in una storia vera; e mi piacerà quindi pensare che non valga la pena di riempire di vuoto e nulla una vita già di per se destinata, un giorno, a diventare terra e anima, in due posti differenti; e che a chi si comporta diversamente possa esser fatto notare.
    E non mi frega niente se il puttanificio piace un sacco alla doppia pubblica morale. Bisognerebbe andare fieri del luogo da cui si viene.

    Bruno Cattivelli
    Qualcuno ha detto che le sole vere amicizie sono quelle che cominciano da adolescenti... e per me, Paolo, eri uno di quegli amici per cui, anche se li rivedi soltanto una volta ogni 20 anni, il tempo sembra non essere mai passato. Per uno scherzo del destino non ci siamo incrociati proprio quando avremmo potuto condividere l'utopia che una società più moderna potesse essere anche migliore... spero che almeno in te questa speranza sia rimasta viva fino all'ultimo. CIAO! Bruno

    Angela Creta
    Paolo Zocchi è stato il mio mentore. Come diceva lui "mi ha laureato". Mi ha insegnato ad affrontare le miopie delle persone con intelligenza e leggerezza, mi ha insegnato ad essere sempre attenta, precisa e informata. Paolo Zocchi apriva la mente ad ogni lezione, sapeva cogliere le peculiarità delle persone e valorizzarle. Ogni progetto cominciato e portato avanti con lui era una lezione di vita. Paolo è una persona che non conosce la morte. Perché un po', molto, di lui vivrà in tutte quelle persone che da lui hanno ricevuto tanto in termini di umanità, conoscenza, amicizia.

    Pier Dal Pino
    Ciao fratellone mio, è così duro rendersi conto di non averti più accanto...non avere uno dei miei amici migliori, il socio in affari e il compagno di vita con cui ho condiviso giornalmente tutto...continuo a portae avanti i nostri sogni come tu hai promesso a me ed io a te...hai scalato cime ben più impervie con quella perseveranza e forza che solo un ariete come te poteva raggiungere...hai trascinato con il tuo sorriso ed il tuo profondo amore per la vita tutti quelli che hanno avuto l'onore di conoscerti. Non smetterà di portarti con me e volerti bene come un fratello! A domani...il tuo "biolco" di sempre.

    Marco De Rossi
    È raro incontrare qualcuno che creda così tanto in ciò che fa, ma che non assuma posizioni estreme o talebane. Paolo è una di queste persone e, persino in questo periodo, credeva un sacco nel suo lavoro.
    Qualche settimana fa, a Firenze, ho assistito ad un suo intervento, efficace come sempre, e mi aveva divertito la retorica utilizzata per allungare la durata del suo speech (l'ospite seguente era in ritardo).
    La sua vitalità si esprimeva anche in queste cose.
    A febbraio invece - azzannando un trancio di pizza - ci eravamo presi in giro a vicenda per le nostre passioni sportive. Io, nuotatore, con la mia mania della piscina e delle nuotate di ore e ore in mare aperto in Puglia. Lui temerario con la sua montagna, che io invece snobbavo, e il suo sogno del Kilimangiaro.
    Sono orgoglioso che una persona come Paolo abbia dato fiducia a me, teenager squinternato. E continuando a nuotare, sia nello Ionio, sia cercando di cambiare Internet, un pensiero per lui ci sarà sempre.
    "Keep in touch", direbbe lui salutandoci.

    Elisa Di Betta
    Mi dispiace veramente tanto,una ingiusta scomparsa...uno dei pochi Professori degni di poter essere chiamati così...Felice di aver avuto la possibilità di frequentare le sue ultime lezioni.

    Mario Di Carlo
    Mia nipote Karima era una sua studentessa e mi magnificava questo Paolo amico mio che era pure impegnato in politica oltre ad essere un ottimo professore. Mi piace ricordarlo alle prese con i suoi innumerevoli progetti e con il suo entusiasmo nel pensarli e nel portarli avanti senza curarsi dello scetticismo di un certo cinismo che se sparisse sarebbe meglio per tutti. Ciao Paolo.

    Paolo Di Pietro
    Ho incrociato il percorso di Paolo ed abbiamo lavorato insieme per tre anni.
    Mi avevano attratto il suo entusiasmo, la sua disponibilità, la sua apertura.
    E’ stata una esperienza decisamente positiva.
    Ci siamo persi di vista perché non condividevamo più i mezzi con cui raggiungere il fine comune, perché, nella sua esperienza al ministero, non sono riuscito a perdonargli di essere passato ‘dall’altra parte’, di non essere stato in grado di essere più rivoluzionario.
    Ora che non c’è più rammarico di questo distacco, avrei voluto avere altre occasioni per discutere con lui.
    http://www.youtube.com/watch?v=EwFuwew8QN4

    Stefania Di Serio
    Ho conosciuto Paolo qualche hanno fa in un convegno in Trentino. Ero stata invitata per parlare di innovazione e avevo preparato un intervento provocatorio. Arrivata lì ho scoperto la presenza del prof. Zocchi in rappresentanza del ministero e ho pensato: forse devo abbassare il tiro ma ...non c’era più tempo e così ho detto quello che avevo previsto, che dobbiamo sognare, che l’innovazione non è tecnologia e via così. Potete immaginare la mia sorpresa quando Paolo che parlava dopo di me, non solo ha sostenuto queste tesi ma le ha riempite di esempi e speranze.
    L’ho guardato con occhi sorpresi, avevo finalmente incontrato una persona valida al posto giusto.
    Da quel giorno siamo diventati amici abbiamo condiviso i brevi anni del governo Prodi, progettato per questo Paese, per Roma, per il partito in cui crediamo.
    Lui è … era fantastico, la sua innata capacità di fare rete, la sua intelligenza sprezzante la sua passione e la sua capacità di operare. Si proprio quella faceva la differenza. Metteva insieme, sollecitava pensieri, li sintetizzava e realizzava quei progetti senza che mai appropriarsi delle idee altrui ma facendole crescere e valorizzandole.
    Con lui abbiamo condiviso il cambio di lavoro e le difficoltà del downsizing ma proprio in questi giorni progettavamo nuove cose insieme. Avevamo finalmente trovato il tempo per rincontrarci: domani alle 15.00 avremmo dovuto parlare di nuovi progetti e invece domani alle 15.00 dovrà dargli l’ultimo saluto.
    Ho il suo nuovo libro sulla libreria ma manca la dedica, mio marito l’ha salutato in fretta e non c’era tempo per quella. Ora non c’è più tempo.
    Paolo mi manchi, mi manca il tuo sorriso, le nostre chiacchiere, la tua intelligenza, la tua onestà la tua correttezza e la tua testa dura!
    Continuo a ripetermi che abbiamo il dovere di portare avanti le tue idee i tuoi progetti, vorrei riuscire a istituire un premio innovazione a tuo nome, ma in questo momento sono così annientata dal dolore che non so se posso farcela.
    Proverò per te per tutto quello di bello che mi hai lasciato ed...è tanto. Ti voglio bene.

    Alessio Dragoni
    con la perdita di Paolo, oggi ho smarrito un amico, grande, quanto l'universo. Il mio universo.
    Paolo mi ha dato la forza e a volte la gioia e la speranza di affrontare le cose difficili della vita.
    Il suo e' un grande insegnamento che mi ritengo fortunato ad aver colto.
    Talvolta era fragile, altre volte incredibilmente forte, altre superficiale nel senso che gli bastava poco per capire e risolvere questioni che a me sembravano complicate, insormontabili.
    Con Paolo ho viaggiato, ho pianto e ho apprezzato che l'amore per la vita spesso passa
    per sensazioni banali, piccole cose raccolte qua e la nel cammino di tutti i giorni mentre
    le cose importanti se ne stanno intorno, belle salde a proteggerti.
    Provare stupore e meraviglia per un quadro, leggere saltando da un punto all'altro di un libro cogliendo solo che frasi che ti piacciono, leggersi un dizionario in aereo prima di andare in un paese mai visto, appuntarsi il nome dell'hotel e un altro paio di cose utili dietro al biglietto dell'aereo, fare ginnastica alle 4 del mattino, risparmiare le risorse prima di una prova impegnativa, emozionarsi ad una presentazione nonostante ne hai fatte centinaia prima di quella, fare i cruciverba in inglese di yahoo mentre stai al telefono.
    Sono tante le cose che di lui mi ritornano in mente, ma l'emozione più grande, quella che mi lascia con l'amaro in bocca e' sapere che non c'è più una voce che con puntiglio sapeva dare e togliere con la giusta misura. Un volto, che dietro alla sua barba curata sapeva lasciare negli altri pezzi di se, e che lui, da sempre adorava regalare
    Un abbraccio caro Paolo a te ai tuoi figli e alla tua amata moglie

    Paolo Colli Franzone
    lo so, ti piaceva dirlo. Oggi come non mai: "keep in touch".
    Per cortesia: parliamone al presente.
    "È" una persona meravigliosa.
    Adoro le persone che in queste ore sulla home di Paolo su feisbuc, ne stanno parlando come di un'anima.
    Paolo aggiunge anche un suo post su FB


    Stefania Di Serio
    Paolo! Il tuo nome mi risuona nella testa. tu non leggerai queste parole ma forse lo farà la tua famiglia quella di cui tanto raccontavi e di cui tanto eri fiero. A loro dico che anche sul lavoro eri speciale. Sei stato un faro nella notte buia di questo Paese, la tua lealtà e le tue indiscusse capacità mi hanno fatto veramente pensare e lavorare affinché l'innovazione fosse il filo conduttore del cambiamento.
    Ora tutto mi pare di nuovo difficile. A te dico che andremo avanti e troveremo il modo di onorare il tuo pensiero, alla tua meravigliosa famiglia va il mio affetto più sincero.

    Randa El Tahmy
    Oltre alla sua grande professionalità.. quello che ho intuito ascoltandolo e osservandolo durante le lezioni che ho avuto il piacere di seguire è stata la sensazione di trovarmi difronte una persona davvero umile, con una profonda voglia di trasmettere la sua conoscenza agli studenti, ma anche accogliere le loro osservazioni e i loro punti di vista... Insomma, una persona perbene.. che non è cosa da poco!

    Marta Ferraro
    Addio professore, grazie per tutto quello che ha fatto per me.

    Matilde Ferraro
    che dolore...in questo momento riesco a pensare a Paolo solo come amico, sempre sorridente, pronto a darmi consigli, a rincuorarmi, presente anche da lontano. Ma Paolo rappresenta anche una parte significativa dell'innovazione nel nostro paese, senza di lui tante cose che oggi esistono non ci sarebbero state...porteremo avanti i suoi progetti.

    Patrizia Filippetti
    Viviamo in mondo dove è possibile abbattere spazi e tempi comunicare e condividere ... ma poi? La parole che non ti ho detto! Un tuffo al cuore ed improvvisamente freddo! Quelle parole che senti arrivare e che non riescono ad uscire...a volte parole mai dette e che non potrai mai più dire...Perché? Perché? ...il senso della vita!

    Antonella Fiorenzani
    Ho conosciuto Paolo quasi un anno fa... lo ricordo come se fosse ieri... splendida giornata di sole, sorriso sulle labbra e zainetto sulle spalle. Quel giorno è iniziata la nostra avventura insieme presso l'Università dell'Aquila...
    Ogni volta che si sente nominare questa città non si pensa ad altro che a macerie e lacrime, per Paolo non è mai stato così, lui amava quei posti e quelle montagne.... e lo ringrazio per questo...
    Non ricordo chi ma qualcuno ha detto che a volte nella vita si incontrano persone straordinarie, è dalla nostra capacità di riconoscerle che possiamo elevare il nostro spirito....bhè, il mio caro “prof” mi ha dato l'opportunità di rendere più speciale la mia anima...
    Lo ricorderò sempre per la stima che mi ha dimostrato da subito, per i sorrisi che mi ha regalato ogni volta che lo vedevo, per il conforto, anche solo telefonico, che mi ha dato nelle ultime settimane, per i consigli che mi hanno aiutato, per l'impegno rivolto nei confronti di tanti miei concittadini aquilani.
    Se è vero che gli amici condiscono la vita di tutti noi, con la sua scomparsa ho perso un po' di sale.
    In ogni mio progetto professionale, in ogni mio sogno o obiettivo personale e lavorativo ci sarà sempre un po' di Paolo.
    Sarai sempre nel mio cuore... hai lasciato una ferita talmente grande che sarebbe impossibile dimenticarti...
    un sorriso e un abbraccio, come avresti fatto tu,

    Daniele Floris
    non ci sono parole e non riesco ancora a capire cosa sia successo!io lavoravo per il nostro caro vice direttore alla SSPAL posso dire solo due cose era una persona speciale e ci mancherà!!!!!!

    Francesco Fragale
    Ho avuto la fortuna di apprezzare le doti umane e le qualità professionali di Paolo Zocchi nella sua veste di vice direttore della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale.
    A noi segretari comunali mancheranno la passione, la competenza, la preparazione dell'uomo.
    Un caro saluto professore e grazie

    Roberto Fresco
    L'ho conosciuto alcuni anni fa nel corso di un convegno al Dipartimento di informatica di Pisa durante il mio dottorato.
    Prima me ne avevo sentito parlare da altri amici e colleghi, ma conoscendolo a quel convegno ne ho intuito le grandi doti. Ricordo con piacere la sua semplicità nel metter a suo agio e nel voler coinvolgere sempre il "pubblico".
    Conservo ancora gli appunti presi in quell'occasione e ora ancor di più saranno gli appunti più preziosi che conserverò per sempre.

    Marco Frezza
    Paolo, eri uno dei pochi con cui non percepivo la differenza dei percorsi personali...

    Iginio Gagliardone
    Io conobbi Paolo in uno dei momenti più complicati della mia vita.
    Nel momento della transizione dai sogni coltivati ai tempi dell'università ad un meno poetico mondo del lavoro, segnato per la mia generazione dall'incertezza e dalla precarietà.
    Mi ricordo come lui ogni volta sapesse accogliere con un sorriso maturo sia le incertezze che le proposte di futuri possibili, rassicurando e rilanciando attraverso la sua esperienza, promettendo che i sogni sarebbero diventati realtà.
    Aveva ragione.
    Mi ricordo di quando parlavamo insieme dell'Africa, per me allora solo un miraggio, e che poi sarebbe diventata la mia casa, per molto tempo. Mi sarebbe tanto piaciuto un giorno raccontargli di quello che avevo visto e imparato laggiù.
    Ci mancherà molto

    Massimiliano Gambardella
    Ciao Paolo, chi ti saluta è un ragazzo al quale non hai chiuso la porta in faccia, ma che invece hai stimolato e fatto ragionare. Sono bastate quelle poche, ma significative, battute per farmi sia sentire la tua mancanza, che essere onorato di aver avuto l'opportunità di conoscerti.

    Alberto Gambino
    Paolo - aristocratico gramsciano - era per me il più bell'esempio di dialogo tra credenti e non credenti su cui avevamo confidato di contribuire a quel bel progetto politico che in un'altra stagione (sono passati sette anni, ma sembra una vita) ci portò a scrivere a quattro mani quest'articolo, che ora unisco in commosso ricordo:
    http://www.circoli.margheritaonline.it/notizie/scheda.php?sezione=1&id_notizie=17

    Dario Gambino
    Paolo era una bella mente, una di quelle persone di riflessione che sanno giocare in scena, in squadra. Lo ricordo come un raccoglitore di idee, capace di sintesi e di arricchimento. I suoi gesti accompagnavano con significato i suoi pensieri.
    Basta poi anche solo vedere le sue note personali di FB per capirne l'originalità.
    Il modo in cui è andato via ferma veramente tutti noi che l'abbiamo conosciuto. Disarma.

    Roberto Giachetti
    Paolo che vuoto perforante. Ti voglio bene

    Anna Giannetti
    Caro Paolo, è pazzesco solo a pensarci, ma buon viaggio e aiutaci a continuare con la tua competenza e il tuo entusiasmo, e la tua "politica" nel senso più pieno del termine.

    Roberta Gyuk

    Avendoti conosciuto per poco Paolone, ho capito che Grande persona SEI! continueremo sorridere assieme, come se fossi sempre qui :) Ciao

    Giorgio Govoni
    Mi è bastato conoscerlo una sola volta per capire quello che dici di lui, un abbraccio Flavia ed un pensiero per chi resta.

    Roberto Grillanda
    La scomparsa di Paolo mi rattrista molto. In vita, mi ha offerto una generosa collaborazione ed una eccellente amicizia personale.

    Rufo Guerreschi
    Ho avuto occasione di conoscere Paolo in ambito lavorativo e di attivismo politico. Ci conoscemmo al WSIS al ITU di Ginevra ancora ai tempi del suo attivismo con organismi NGO.
    Negli anni ebbi dubbi sulla solidità dei suoi intenti morali di fronte ai difficilissimi compromessi che a volte sembrano indispensabili per riuscire realizzare qualcosa.
    Tali dubbi mi sono stati fugati quando l'ho visto negli ultimi mesi determinato, con la forte energia che lo contraddistingueva, nel chiedere un rinnovamento generazionale e morale all'interno delle organizzazioni politiche.

    Nello Iacono
    Paolo aveva l’innata capacità non solo di comunicare le sue idee, ma anche di trasmettere l’energia con cui le produceva. Lungimirante e visionario per quel che serviva, e d’altra parte anche attento alla concretezza, e quindi pragmatico.
    Insieme, in questi anni di iniziative sull’innovazione, quasi come dei Don Chisciotte, abbiamo affrontato l’indifferenza della “politica politicante”, abbiamo lanciato il cuore oltre l’ostacolo elaborando progetti e visioni dell’innovazione che poteva diventare realtà.
    I ricordi sono tanti: dalle presentazioni delle diverse edizioni del Libro Bianco sull’Innovazione all’esperienza di governo, i lanci delle diverse iniziative, la speranza finalmente di poter ottenere dei risultati concreti,  e poi la delusione della caduta del governo Prodi, la nuova avventura delle elezioni romane, la convinzione di aver trovato il bandolo della “nuova visione dell’innovazione” nel programma dell’innovazione per Roma, di cui giustamente andava fierissimo.
    Fino all’ultimo lungo discorso a Firenze, alla Casa della Creatività, ancora grande e visionario, forte di quell’energia che Paolo riusciva a infondere in tutti i suoi passaggi. Trascinatore. Entusiasta. Ecco, lo ricordo così, alla fine del discorso, quasi stupito dei complimenti.
    Semplice e grande. Mi manca. Mi mancherà.

    Claudio Iacovelli
    Ho conosciuto diversi anni fa Paolo ad un evento organizzato dalla Margherita. Era la prima volta che assistevo ad un incontro del Laboratorio sull'Innovazione, e già dalla prima occasione Paolo ti ascoltava, ti accoglieva, ti faceva partecipare.
    Un po' precursore del VERO social network, un po' "visionario", Paolo mi appariva come una guida verso la politica riformatrice, quella politica prima di tutto capace di cambiare sé stessa, a partire proprio dal modo di porsi nei confronti della gente.
    Lui mi ha dato fiducia, ma lui soprattutto mi ha trasmesso la sua fiducia in me, apprezzando alcune mie idee che, successivamente, mi hanno permesso di svolgere alcune ricerche per il Laboratorio.
    Paolo UNIVA le numerose competenze ed esperienze presenti nella RETE, un vero catalizzatore, UN GRANDE UOMO CON UN SORRISO UNICO ED UNA VOGLIA DI CAMBIARE LA NOSTRA SOCIETA'.
    Per me, era LUI la Margherita, LUI il PD, LUI una persona coscienziosa ed impegnata nella politica così rara, così coinvolgente.
    Mi auguro tantissimo che il gruppo della RETE per l'Innovazione ne apprezzerà sempre le posizioni e gli insegnamenti, e ne ricorderà l'AMICIZIA.

    http://marketing-intelligence.blogspot.com

    Carlo Infante
    Rilancio il ricordo pensando Paolo come un "viaggiatore su un mare di nuvole" (titolo dell'immagine di Friedrich che allego e che paolo avrebbe apprezzato).
    Testa per aria, alla ricerca dell'altezza, del superamento, dell'innovazione
    e piedi per terra. Anche se l'hanno tradito, scivolando per quel canalone ghiacciato.
    So cosa significa cadere da una montagna. Ed una volta, molti anni fa, proprio sul Gran Sasso (chissà non sia lo stesso...) pensai lungo un crinale innevato alle conseguenze di un passo falso.
    Paolo, ti ricordo come uno dei migliori.
    Ciao, viaggiatore su un mare di nuvole.

    Linda Lanzillotta
    Il solare pioniere dell'Innovazione (Europa, 2 giugno 2009)
    Paolo Zocchi ci ha lasciati. Mentre lo scrivo ancora non riesco a crederlo e, soprattutto, ad accettarlo. Paolo è rimasto vittima di un incidente di montagna, di quella montagna che rappresentava una delle sue grandi passioni nelle quali si gettava con il gusto della sfida e con l’ansia di raggiungere nuovi obiettivi. Si era posto questa volta il traguardo di una missione nel Kilimangiaro da realizzare in estate e si allenava con impegno sui monti dell’Appenino. Che lo hanno tradito. Paolo era un uomo generoso e solare, carico di vitalità e di curiosità, creativo e, allo stesso tempo concreto e operativo. Queste sue doti gli consentivano di costruire con incredibile facilità reti di persone le più varie che lui riusciva a coinvolgere nella elaborazione di progetti in cui la innovazione tecnologica diveniva la leva per la modernizzazione del paese ma, innanzi tutto, per accrescere la qualità del vivere, la qualità delle città, dell’ambiente, delle istituzioni pubbliche e dei servizi per i cittadini.Un tecnologo animato da profonda passione civile che aveva fatto sì che le sue competenze professionali, cresciute ed arricchite grazie a numerose esperienze internazionali, divenissero la base per la elaborazione di nuove politiche pubbliche.
    E infatti, grazie a questo suo mix di competenza e di passione, di specializzazione e di capacità di divulgazione , Paolo era divenuto il punto di riferimento di coloro che credono nell’innovazione come potente leva del cambiamento.
    Partendo da questa idea, già nel 2003, avevamo insieme costruito nella Margherita il “Laboratorio dell’Innovazione”, un luogo diverso dalle tradizionali strutture di partito perché liberamente, senza obblighi di appartenenza, vi confluivano e vi si ritrovavano tutti coloro – imprenditori e manager dell’information technology, ricercatori, amministratori pubblici e operatori della pubblica amministrazione, appassionati della rete – per confrontarsi sui temi dell’innovazione tecnologica e della sua diffusione, per guardare al futuro della società dell’informazione, per valorizzare le nuove tecnologie al servizio della democrazia partecipata, della trasparenza, della crescita civile di un paese sempre restio ad aprirsi al cambiamento. È stato grazie a Paolo se un partito politico ha messo già da molti anni l’innovazione al centro della sua agenda e se intorno a questo tema, così poco ideologico ma capace di far guardare al futuro con ottimismo, ha instancabilmente promosso iniziative di elaborazione, di formazione, di dibattito. Idee che, con la concretezza e la positività del suo modo di agire, ha saputo poi trasformare in azione di governo quando, nel governo Prodi, gli fu affidato il compito di promuovere la progettazione e la diffusione dei progetti di e goverment a livello locale e di lavorare nel gruppo per la diffusione della banda larga.
    Ma la capacità che Paolo aveva di concretizzare in azioni reali la miriade di progetti che continuava a mettere instancabilmente in campo dipendeva prima di tutto dalla sua grande umanità, dalla simpatia e dal calore con cui riusciva ad intrecciare rapporti e a coinvolgere chiunque avesse voglia di impegnarsi al servizio dell’innovazione e del cambiamento, con schiettezza senza preclusioni di parte o di gruppo. Una disponibilità totale che talvolta gli amici più vicini consideravano quasi una forma di ingenuità ma che facevano di Paolo una persona speciale, accogliente e sincera e per questo amata da tutti.
    Paolo sentiva, negli ultimi tempi, la mancanza di un nuovo entusiasmante progetto collettivo per il quale impegnarsi di nuovo, per il quale lanciarsi in una nuova avventura insieme agli amici con cui aveva condiviso in passato altre sfide che per lui ogni volta rappresentavano allo stesso tempo la realizzazione di un impegno civile e il rinsaldarsi di rapporti umani che erano parte essenziale della sua vita. Doti rare che ci mancheranno moltissimo. Come ci mancheranno il suo ottimismo e il suo sorriso solare.

    Stefano Laurenti
    È molto triste, ed anche un po’ imbarazzante, scrivere su queste pagine di fatti così mesti. Tuttavia, sono convinto che le emozioni, anche se personali, debbano essere condivise, soprattutto in questa circostanza.
    Il pensiero per Paolo Zocchi rappresenta per tutti noi un motivo di ulteriore unione e, insieme, uno sprone a perseguire quegli obiettivi nei quali crediamo e in cui, con modalità tutte diverse, ci vedono già da tempo impegnati.
    Le faremo, tutte quelle cose che ci sono ancora da fare... le faremo!
    Ma di più, in queste ore, il mio pensiero è rivolto alla famiglia di Paolo, e a tutte le persone a lui affettivamente legate. Che la nostra presenza, partecipata da qualunque distanza, possa essere un conforto e un sostegno per loro.

    Giuseppe Lobefaro
    Ciao Paolo... ci mancherà il tuo sorriso

    Francesco Mattia Lopez
    Prof. non ho avuto la possibilità di conoscerti bene ma un mese trascorso insieme a te mi ha dato tanti bei stimoli e voglia di aumentare le mie conoscenze. Ma soprattutto prof. mi hai fatto sentire cosa vuol dire passione e voglia di fare... Grazie... Ciao prof.

    Francesco Loriga
    Addio Paolo. La tua bella faccia e la tua parlata mi hanno sempre fatto pensare ai ritratti dei personaggi del Rinascimento e adesso mi viene in mente che come un mecenate di quel tempo accoglievi e favorivi le idee nuove, il confronto, la ricerca.
    Mi rimarrà sempre il ricordo di un amico simpatico, leale e di grandissima generosità

    Paolino Madotto
    Ci siamo trovati spesso a lavorare insieme e mi hai coinvolto in esperienze bellissime. Anche quando c'erano divergenze non potevano andare mai sul personale perchè come persona eri eccezionale. La tua disponibilità e sensibilità non l'ho mai dimenticata e non la dimenticherò mai.

    Beatrice Magnolfi
    Cara Flavia,
    oggi non ero con voi ad accompagnare Paolo, vi ho seguito da lontano.
    Del resto, da tre giorni penso a questa tragedia, mi sembra impossibile che sia accaduta a un amico.
    Tante occasioni insieme, a discutere, a fare progetti, a inventarci cose per l'Innovazione. Lui sempre positivo, fiducioso, capace di esprimere energia e coinvolgere gli altri. Un punto di riferimento vero per tutti quelli che hanno cercato di coniugare la politica con l'ICT, tanto dall'opposizione come dal governo.
    Di recente mi aveva parlato del suo amore per la montagna, con una luce negli occhi, come se fosse il segreto da cui attingeva il suo ottimismo, quella serenità di fondo che lo aiutava a smussare gli spigoli. Mi era sembrato bello che fosse appassionato della natura non meno che della tecnologia. Non c'era alcun presagio in quel sorriso.
    Paolo ha svolto un ruolo prezioso e lascia un grande vuoto, non solo ai suoi familiari. Agli amici e colleghi che hanno condiviso il suo impegno rimane il compito di continuare a diffondere la cultura della Rete e ad avvicinare la politica all'innovazione.
    Un abbraccio,
    Beatrice

    Chiara Mapelli
    Quando mi hanno telefonato per darmi la notizia non ho potuto crederci. L'ho conosciuto solamente a Dicembre, ma da allora abbiamo iniziato a collaborare. Non abbiamo fatto in tempo a condividere quei progetti che stavamo costruendo insieme.
    Un uomo che ha creduto nei giovani, che ha voluto puntare su di noi, coinvolgendoci e facendoci sentire parte del cambiamento.
    Un professionista da cui avrei voluto imparare tanto, osservando in silenzio e facendo domande quando necessarie. Ogni volta che gli dicevo "Paolo posso farti una domanda?" lui mi rispondeva "Chiara, DEVI farmela!".
    Sempre disponibile, attento, lungimirante, concreto, curioso, vitale. In solo 6 mesi di conoscenza già mi stava insegnando tante cose. Sento di dirgli "GRAZIE", soprattutto perchè ha creduto in me... ciao Paolo, grazie

    Dany Maratea
    sei una persona fuori dal comune, brillante intelligente positivo forte con una gran voglia di fare, ci mancherai... ma perché è successo...

    Alberto Marinelli
    Sono sgomento. Paolo è un amico, un collega ma soprattutto una persona vera. Che crede nelle cose che fa

    Salvatore Marras
    Ho parlato con Paolo più al telefono che di persona e non posso certo dire di conoscerlo, ma leggendo della sua passione per la montagna mi è venuta in mente una frase, apparentemente banale... che mi sembra coerente con quello che scriveva sul cambiamento.
    “Un famoso alpinista dopo aver raggiunto la cima di uno dei suoi ottomila alla domanda perchè hai scalato quella montagna, rispose "perché è li". Il futuro come il fondo del mare e le cime delle montagne, è li, ma pochi affrontano il rischio di andarlo a vedere da vicino. Paolo è uno dei pochi”

    Gianna Martinengo 
    Paolo, quando ho letto la mail che mi informava della tua scomparsa ho provato un dolore forte quasi fisico ed una tristezza profonda . Ti ho ritrovato 4 anni fa. Sei stato tu a ricordarmi , con la gentilezza e la semplicità che ti caratterizzava, che avevamo lavorato insieme all' inizio della tua carriera. E con te anche tua moglie . Mi mancherai molto e non solo per le tue idee che sempre condivido . Gianna

    Paolo Martinez
    Ricordo Paolo come una persona piena di energia, ideali e passione.
    Una persona che avrei voluto conoscere ancora di più.
    Ogni cosa, anche la più triste, dovrebbe avere un senso.
    Quando si muore così all'improvviso, lasciando gli altri pieni di stupore e dolore, il senso che trovo, forse, è quello di riflettere, guardare avanti e in alto, come ha fatto lui.
    Vorrei dire a tutte le persone che vogliono bene a Paolo e soprattutto ai suoi cari che il loro dolore è anche il nostro.

    Francesca Martini
    Ho incontrato Paolo una sola volta, ma ma ricorderò sempre la sua generosa capacità di dare fiducia ed entusiasmo al prossimo.

    Flavia Marzano
    Una persona... e questo già dovrebbe bastare (sono sempre meno le “persone” degne di questo nome...), in più una persona meravigliosa!
    Un amico, un consulente, un capo, un collaboratore, un compagno di giochi, un collega attento, un supporto, una persona da supportare, una grande persona,... un fratello!
    Ti prometto che continueremo a combattere per tutto quello per cui hai combattuto tu! Mi manchi già moltissimo!
    Nella tua grande generosità ci stai facendo un regalo anche adesso: siamo in tanti a soffrire per la tua mancanza Paolo, ma siamo insieme, vicini uno all'altro a fare squadra con te e per te!
    Grazie ancora, non basteranno mai le volte che ti ringrazierò per esserci stato, così come ci sei stato!
    Non ho altre parole

    Roberto Masiero
    Paolo è morto come l'eroe del suo film preferito, "Into the Wild".
    Ci lascia il rimpianto della sua naturale capacità di comunicazione, della sua intelligenza, della sua ironia; ma anche la passione per la politica come impegno sociale, che abbiamo condiviso e che continueremo a portare con noi.

    Carlo Massarini
    continueremo a parlarci, in altro modo. Ma voglio aggiungere il mio ricordo a tanti amici comuni e non, perché eri un'entusiasta, competente, perbene, simpatico e trascinatore. Cioè quello che serve a noi italiani. Ciao Paolo.

    Sonia Massobrio
    Paolo, una persona semplice nel cuore, capace di grande rispetto, comprensione e generosità.
    Mai solo nel successo, mai solo nella sofferenza, mai solo nella delusione...lui... un giocatore di squadra...
    Aveva la capacità di coinvolgere gli amici, i colleghi... tutti in un vortice di energia e di entusiasmo... viveva di ideali, con il cuore, e non solo con la razionalità... il suo era un pensiero creativo, innovativo e nello stesso tempo ancorato nella tradizione, per i valori che tutti giorni riconfermava con il suo comportamento e con il suo esempio...
    Attento agli altri... aveva sempre una parola per tutti... e in un impeto di entusiasmo cancellava i toni di grigio che colorano la vita...
    Mi mancherai Paolo, anzi mi manchi già, tantissimo,... e con te scompare anche quella forza vitale a cui tutti noi ci ancoravamo... nel percorso che ci ha accomunato in questi anni... e che non sarà più lo stesso senza di te...
    Ora insieme al dolore … la rabbia, una grandissima rabbia...che non mi lascia ancora e che spero di superare pensandoti in un mondo migliore... per ora... solo il ricordo di te … e da dentro il mio cuore un grazie immenso... a te e a tutte le volte che mi hai aiutato, che mi hai dimostrato la tua amicizia e la tua stima, ne sono orgogliosa... sono orgogliosa di averti conosciuto e di esserti stata amica... ti abbraccio forte forte.

    Lucia Migliaccio
    Ho iniziato con Te e ...diamine come è difficile dire qualcosa...Ciao Paolo...

    Maria Rita Minelli
    Caro Paolo ti ho conosciuto attraverso il tuo libro COMmunisti. Ho immaginato la tua vita di liceale nella mia stessa città, nel mio stesso mondo. Le ultime frasi del tuo libro parlano di un giorno di marzo del 78, il giorno in cui rapirono Moro e trucidarono la sua scorta:
    " Le loro anime sorprese, oracolari mostravano quanto puo' diventare metafisica una mattina come le altre, con quella trama al nero di seppia circostanziata di saluti alla finestra, di baci, di cappuccini con il cornetto, di mal di testa, di chiavi in tasca, di sonno negli occhi, di strade già viste, azioni sperimentate, tediose, risacche urbane, correnti... e colpi di mitraglietta tra i fiori, parabrezza in frantumi, l'amarezza di perdere tutto in un attimo <...>.
    Allora mi parve di capire; non saprei dire cosa, ma riconobbi i traguardi. Li vidi distintamente come in un immenso affresco un po' sbiadito."

    Carlo Mochi Sismondi

    Paolo Zocchi, coordinatore per l’innovazione del partito democratico, vicedirettore della SSPAL, innovatore vero e nostro caro e vecchio amico non c’è più. Un incidente in montagna ce l’ha portato via nello scorso fine settimana.

    E’ sempre difficile parlare delle persone che abbiamo amato al passato e per Paolo lo è a maggior ragione perché del cauto, attento, consapevole entusiasmo aveva fatto la cifra del suo lavoro e delle sue relazioni. E dove c’è entusiasmo e voglia di fare e di aprirsi al nuovo c’è la vita, non la morte.

    Consapevole e attento dicevo, ma anche straordinariamente curioso era Paolo, con quella sincera e non affettata umiltà che lo metteva in condizione di chiedere sempre, di cercare ovunque di capire come se fosse sempre uno straniero intento a investigare usi e costumi nuovi. Così era anche nella politica che gli aveva dato grandi soddisfazioni, ma anche grandi delusioni: un po’ straniero, un po’ distante anche nell’impegno generoso, un po’ “altrove”. E nel gusto per la montagna, che così profondamente condividevamo, questa voglia di “altrove”, di avventura, di panorami aperti e cieli limpidi si univa al desiderio di sperimentarsi, di mettersi continuamente alla prova.

    Da domenica mattina il suo sorriso, che gli illuminava il viso ad ogni incontro, mi compare spesso alla mente e son certo che è nel ricordo e nel cuore anche di tanti altri: una sorta di laica vita oltre la vita fatta dell’amore degli amici.

    Ciao Paolo.


    Gianluca Momoli
    Dire di Paolo è difficile perché tanti sono gli aspetti dell'uomo e del professionista che era: la sua simpatia, la sua tenacia, il carattere forte e la capacità di ascoltarti erano le cose di lui che mi piacevano, si ogni tanto anche ci doveva sbattere la testa..., ma le nostre discussioni sono sempre state un momento di crescita. Gli volevo un gran bene.
    Di lui soprattutto oggi sento il legame di amicizia forte e sincere che ci legava... tutto il resto, la sua eredità di idee e di talenti che ha condiviso con noi, usciranno fuori con calma, quando spulcerò le 1000 mail di questi anni, i documenti dell'Osservatorio e i Paper che lui ha scritto, le tante cose che ha fatto... tutto questo resterà di Paolo e noi le porteremo avanti...

    Domenico Antonio Monorchio
    Quello che più ricorderò di Paolo ?
    Prima di qualsiasi cosa mi domandava "come stai", "come ti vanno le cose".
    Molto di più di quanto abbiano mai fatto tante persone che si sono definite amiche.
    Paolo era un UOMO prima che un grande professionista e non lo dimenticava mai !!
    Arrivederci Paolo......aiutaci da lassù

    Alessandro Musumeci
    Ho avuto modo di frequentare Paolo negli anni compresi fra il 2002 e il 2008 in cui ci siamo trovati a vivere due esperienze contrapposte e in qualche modo parallele; dall'inverno del 2002 alla primavera del 2006 ho lavorato nell'innovazione tecnologica per conto di un governo e dalla primavera del 2006 a quella del 2008 lui ha vissuto la mia stessa esperienza per conto di un altro governo. Abbiamo potuto toccare entrambi con mano come sia facile esprimere critiche nei confronti dell'altro ma come sia molto più difficile realizzare concretamente l'innovazione. Ci siamo confrontrati in modo molto aspro, ad esempio nel convegno "Occasione Perduta" dell'ottobre 2008, su argomenti come la Carta d'Identità Elettronica ma sempre con una grande stima e comprensione reciproca. Abbiamo condiviso entrambi, al di là delle differenze politiche, la necessità per l'Italia di un percorso di innovazione e ora la più bella testimonianza del lavoro e del ricordo di Paolo dovrà essere continuare con decisione quel cammino che Lui aveva intrapreso.

    Gaetano Palombelli
    Abbiamo perso un amico. Lo ricorderemo sempre come UNARETE che porta avanti le sue idee.

    Lorenza Parisi
    Ho conosciuto Paolo meno di un anno fa e il suo entusiasmo mi aveva impressionato. Anche in un periodo 'buio' per il PD cercava di presidiare i temi dell'innovazione, di investire talento, energie, per non lasciare solo chi si dava da fare per cambiare il Paese. Lavorava instancabilmente per mettere assieme cervelli e progetti, per riempire i vuoti.
    Personalmente, poi, sono rimasta stupita dalla fiducia che mi aveva dato nel gestire un progetto a cui lui teneva molto, pur avendomi, all'epoca, appena conosciuto. Si fidava, cosa molto bella e gratificante per un giovane.
    Mi mancheranno enormemente le sue note di ottimismo
    .

    Eugenio Patané
    Qualche mese fa avevo commentato con grande trasporto la morte di Karl Unterchirker, grande alpinista gardenese morto sul Nanga Parbat mentre tentava di aprire una nuova via sul versante Rakiot, strada mai conclusa prima da alcuno. Era una notizia che mi aveva colpito molto, ma mai avrei potuto pensare di vivere in prima persona una notizia drammatica come quella di oggi.
    L'alpinista disperso sul Gran Sasso, del quale tutti i telegiornali hanno diffuso la notizia, era Paolo Zocchi, il cui corpo è stato ritrovato poche ore fa in un canalone dopo esser scivolato per centinaia di metri.
    Era una passione che condividevamo con pochi nel mondo della politica. Della montagna ci piaceva scalare, faticare, cercare soluzioni alternative, scorciatoie, raggiungere la vetta, gustare il riposo e la natura, e poi scendere arricchiti.
    Paolo era molto più patito di me, quante volte mi ha detto "dobbiamo andare insieme!", quante volte prima dell'estate mi diceva "hai prenotato in montagna!" e io "certo". Per noi "montagna" voleva dire Val Gardena anche se lui prenotava quasi sempre a Laion e io a Selva e - sembrava fatto apposta- per impegni di lavoro non prenotavamo mai nella stessa settimana. Perciò quando ci rivedevamo a Roma lui mi raccontava sempre che cosa aveva scalato, le ferrate, le passeggiate. E mi diceva sempre con un certo orgoglio: "quest'anno siamo andati io e mio figlio da soli. È stato bellissimo". E poi finiva dicendo "visto che neanche quest'anno siamo andati insieme. Andiamo sul Gran Sasso un week end?". Lui ci andava spesso. Anche da solo.
    Però ogni volta che c'era un seminario fuori Roma di quelli che organizza Ermete o Linda o Francesco, l'appuntamento era fisso: andavamo sempre in macchina insieme e siccome, credo non si fidasse della mia guida, con la scusa che aveva la macchina più grande prendevamo sempre la sua e guidava lui. L'appuntamento era sotto casa sua dalle parti di via Nomentana.
    E ancora mi rimangono con Paolo le lunghe cene "di riflessione" a casa di Romolo, di Linda, di Mimmo. Paolo aveva sempre un suo punto di vista assolutamente paradisiaco. E io gli dicevo " Ma Paolo non ti pare di essere stato un po' troppo buono?". Ma lui era veramente così.
    Paolo si occupava di informatica e aveva avuto esperienze negli Stati Uniti nella mitica Silicon Valley, era tornato in Italia sempre a svolgere il suo lavoro nel mondo dell'innovazione tecnologica come direttore di diverse aziende, proprio nel momento in cui nasceva il progetto della Margherita. Lui, di estrazione laica e di centro sinistra, così come avevo fatto io e tanti altri vi aderì perché vedeva in quel progetto il campione del futuro Partito Democratico. Vi aderì senza padrini né madrine, semplicemente telefonando alla federazione romana e dicendo nome e cognome. Mise a disposizione di quel progetto e, poi, del PD le sue conoscenze scrivendo diversi testi sulle politiche dell'innovazione tecnologica (tra i quali il "Libro bianco sull'ICT") e divenendo Presidente dell'Osservatorio ICT fino a quando con il governo Prodi 2006 fu chiamato da Linda Lanzillotta come consulente del Ministro sull'Innovazione tecnologica e poi come Direttore del PORE. Era diventato Professore alla Sapienza e attualmente era vicedirettore della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione locale.
    Perdiamo una brava persona, una persona per bene. Perdiamo un uomo che amava studiare, leggere tantissimo e scrivere. In un mondo nel quale non lo fa più quasi, dico quasi, nessuno.
    Lo ringrazio per l'aiuto che mi ha dato in diverse occasioni e l'ultima volta che lo fece, lo fece con un affetto ancora più particolare del solito. Nel mio compito di coordinare il programma del centrosinistra per le amministrative del 2008, Paolo scrisse tutta la parte sull'innovazione tecnologica della città, che insieme a tutta la riforma sulle politiche del decoro (la Sala integrata "Sistema Roma") erano le parti più qualificanti del programma.
    Grazie ancora Paolo.
    Il mio pensiero va ai suoi figli e a sua moglie.
    E anche a quelle passeggiate che avremmo potuto fare e che non abbiamo mai fatto.

    Luigi Patrizi
    Purtroppo ho conosciuto e frequentato Paolo solo per un breve periodo, ma è stato sufficiente per scoprire una persona piena di passione, energia e anche allegria. Sì allegria, una parola in genere non molto diffusa nel mondo della politica.... Spero che l'idea si realizzi.

    Fausta Pavesio
    Ho conosciuto Paolo qualche anno fa,... partecipavo ad un tavolo per l'infomobilità.
    Mi ha subito colpito molto.... la sua competenza, la sua energia.....ma soprattutto la capacità di ascoltare, l'"umiltà" che solo i grandi hanno di cercare di porsi sempre al tuo stesso livello.....e cercare di capire...
    L'ho visto in tutto 6-7 volte, ma l'ultima volta a Milano, un annetto fa, mi aveva colpito il fatto che fosse lui stesso a venirmi incontro dicendomi "Ciao Fausta"... attento, sensibile, sorridente,...
    Mi rattrista molto la sua perdita, proprio l'ultima volta che sono stata a Roma una decina di giorni fa stavo per chiamarlo... per proporgli un confronto su "INNOVATORI"...
    Non ho fatto in tempo a parlargliene...

    Gian Luca Petrillo
    Paolo, ci mancherai. Mi sembra ieri che abbiamo perso delle ora a parlare di politica... Ti abbraccio con la stima di chi non la pensava sempre come te, anzi, ma che ha sempre apprezzato il tuo modo mite e profondo di affrontare scelte complesse, con coraggio e determinazione, sempre senza pregiudizi. Ci mancherai e sentiremo la mancanza di quello che hai significato con la tua presenza.

    Eduardo Maria Piccirilli
    CIAO PAOLO, L'OSSERVATORIO ICT DELLA CAMPANIA TI SALUTA E SPERA CHE TU POSSA CONTINUARE AD ESSERE PRESENTE IN QUELLA SEDE DOVE HAI DATO LA POSSIBILITA' A MOLTI DI ESPRIMERE OPINIONI TRAMUTATE POI NEI VARI LIBRI BIANCHI SULL'INNOVAZIONE. UN ABBRACCIO GRANDE

    Antonella G. Pizzaleo
    "Ma lo si sa, ognuno ha una sua altitudine alla quale non resiste e cede. Quale sarà la nostra?" Scrivi così, Paolo, commetando una tua foto in montagna... Ecco questo sei tu: una sfida entusiasta alla vita; uno spostare il limite sempre più in là. Questo tuo esempio di gioia, passione e forza continuerà ad accompagnarci, soprattutto nelle sfide comuni che continueremo a portare avanti. Insieme.

    Vittorio Platino

    Ciao amico sincero con il quale ho condiviso: lavoro, passioni, idee e sogni !

    Maurizio Poerio

    conoscere paolo, condividerne le idee, verificarle, metterle in pratica, anche quando gli altri non ci credono, e lui che ti sprona, che ti convince, che porta avanti con te ogni volte che tu non vuoi o pensi di non farcela, questo per me è stato paolo.
    oggi che lui non c'è più dobbiamo tutti farci forza, ritornare a vederci fare... sistema con il suo modo di essere di fare, sempre aperto, anche alle critiche, ma pronto a cogliere tutte le opportunità, questo mi ha insegnato a stare insieme a lui sia in politica che nel lavoro che nelle amicizie... grazie paolo


    Daniele Righi
    L’ energia che sprigioni e che investe le persone, ha creato una magia che unisce tutti quelli che in qualche modo ti hanno vissuto e che vicino a te si sono sentiti migliori, anche adesso in questo momento. Oggi tutti avvertiamo quasi in maniera telepatica un vuoto incolmabile che ci fa stare male, anzi malissimo e siamo consapevoli della grandezza e dell'unicità che tu rappresenti. Ti dico addio pensando a quello che mi dicevi nei momenti di sconforto: l'importante è che ci siamo divertiti!

    Giacomo Rizzo
    Ho avuto modo di incontrare di persona PAolo solo un paio di volte, ma aveva il fuoco dentro... una voglia di fare, una chiarezza di obiettivi, una determinazione trascinanti. Mi aveva parlato di progetti, di strategie per riportare veramente l'innovazione in questo paese. Ora il Gran Sasso se l'è portato via, ma non potrà togliere a tutti noi che lo abbiamo conosciuto il suo ricordo e la determinazione a portare avanti le cose in cui credeva (e crediamo), anche a suo nome. Ciao Paolo...

    Attilio A. Romita
    Abbiamo conosciuto Paolo in tempi diversi. Dopo averlo perso di vista quando era un giovane collega in Database Informatica, lo ho ritrovato 20 anni dopo professore e persona nota e rispettata. Quando ci siamo rivisti, in un Convegno, è stato il primo a salutarmi ed a riprendere un colloquio interrotto solo dal tempo.
    È, mi pesa scrivere era, giustamente diventato molto più importante di me, ma non lo lasciava intendere e questo forse è un segno vero di intelligenza umana.

    Luigi Rosati
    Ho avuto la possibilità di conoscere il professionista, il padre e il marito.
    Ultimamente mi ero appassionato alle sue foto di montagna e alle didascalie che vi aveva apposto. Paolo è sempre stato - e rimarrà - una presenza familiare e un esempio professionale. Al di là di tutto rimane una immensa rabbia e senso di vuoto.

    Claudio Ruffini
    Caro Paolo,
    Sei stato una persona speciale, un amico, un esempio per molti. Simpatia, Valori, testimonianze concrete, fatti.
    Il Signore saprà ricompensarti per quanto di buono (tanto) hai saputo costruire giorno per giorno: per
    la rete di amicizie sincere che hai saputo creare intorno a te, per la voglia di cambiare il mondo facendo attenzione ai più deboli, per la serietà dei valori.
    Grazie per la testimonianza della tua vita.

    Valentina Russo
    non sono mai riuscita a dargli del tu..e non ci riesco del tutto nemmeno ora.. il prof. Zocchi era una persona vera, umile, dolce, preparata. Aveva rispetto per i suoi collaboratori. a volte era un po' ansioso (lo percepivo io ma non lo dava a vedere) e questa cosa mi faceva sorridere! Ho lavorato con lui per quasi un anno..ma ciò che mai mi sarei aspettata è che anche in seguito lui si è interessato a me, un messaggino, un'e-mail. Quando lo chiamavo per gli auguri mi diceva "Vaaaleee come stai" con la sua voce piena di entusiasmo. Mi dava carica, mi rinnovava la sua stima, lui, lui rinnovava la stima per me!!! Mi diceva "è sempre un piacere sentirti, ho molta malinconia. stai bene? come vanno le cose?" era sempre premuroso, solare. mi diceva vediamoci per un caffè. Quel caffè non l'abbiamo mai preso ma come mi ha detto, rassicurandomi, una persona a me cara, l'importante è il rapporto che ci ho costruito, che va al di là di un incontro per un caffè. Grazie prof. per la sua stima, il suo affetto, la sua gioia.

    Pasquale Russo
    Vorrei scrivere per te, ma saranno altri a leggere le mie parole, sto zitto con la rabbia dentro

    Alessandro Saccardo

    Un saluto speciale all'amico, al collega e alla spalla di mille iniziative vissute insieme. Il tuo ricordo, il tuo sorriso, la tua grinta rimarranno sempre vivi nei nostri pensieri. Ciao Paolo !!!

    Beatrice Scancella

    Addio Professore non abbiamo avuto troppo tempo per cambiare la facoltà insieme.

    Raffaele Scamardì 
    Pensavo che il tuo profilo non fosse già più attivo... mi fa strano scriverti ora... ma lo faccio per sentirti ancora qui... ti saluto caro amico... mi hai fatto riflettere su come è la vita e su come caparbiamente, insistentemente, giorno dopo giorno, "viverla" in pienezza... per non rimpiangere poi di aver amato tutti e tutto troppo poco... Ciao Paolo... Grazie!

    Stefano Sedazzari
    Ciao Paolo amico di una vita. Siamo cresciuti iniseme. Ci siamo amati, scazzati, avvicinati e allontanati. Ma rimarrai sempre una delle persone piu' importanti della mia vita.

    Ginevra Sotirovic
    Mi sono iscritta oggi a Facebook. Paolo ha sempre preso in giro quello che lui definiva il mio "snobbismo" nei confronti di tutto quello che è in voga, di tutto quello che di innovativo passa sulla rete. Mi rimproverava di non riuscire a capire l'importanza di uno strumento che sta cambiando, anzi ha già cambiato, il modo di comunicare, di far politica e di vivere, in buona sostanza, di gran parte del mondo. Io non me ne curavo, anzi gli citavo un lungo elenco di intellettuali e di persone che stimo che non lo usano e che lo considerano solo un grande fratello on.line. Sono rimasta di questo parere fino a stamattina, quando mi sono svegliata con l'urgenza di parlargli e non potevo farlo. Quando ho pensato alle tante cose che mi ha comunicato in questi anni e che non sapevo più dove trovare. E poi ho pensato che qui potevo trovarlo, potevo trovare i suoi tanti affetti, le sue passioni, i suoi luoghi. E quindi ora ci sono Paolo, e voglio rimanerci qui per te

    Bianca Sposato
    Ciao Paolo...l'uomo che credeva nel futuro...

    Mimmo Torrisi
    Oggi, più o meno, ho perso un amico. C'è chi ha perso un padre, un marito, un figlio... Insomma, non sono il primo della lista. Sto giù in fondo alla sala, ma sto male da cani. Ho perso una persona con la quale ho litigato spesso, che spesso mi ha fatto molto incazzare, soprattutto perché sembrava impossibile riuscire ad afferrarla, a bloccarla su un punto e capire cosa stava girando intorno. Inquieto e irrequieto, Paolo era però un motore di energia perenne. Ovunque lo mettessi: se si parlava di lavoro aveva in mente 100 progetti fantastici che avremmo potuto fare, se era la politica uguale. O la musica, che ancora mi ricordo un fascio di centnaia di spartiti scaricati da internet da suonare insieme chissà come, io che sono una schiappa con la chitarra. Gli stessi, credo, che ha suonato con Benedetta (nel suo stile sbruffone raccontava felice le loro suonate comuni dei coldplay, credo, ma anche di roba vecchia tipo rolling stones ...)
    Ma soprattutto la montagna, quella che se l'è preso come lui aveva sempre saputo (e mi consola poco). Se sono qui lo devo a lui. Alla nostra comune passione per la montagna. Lui esperto e appassionato, io solo appassionato. Quando "circa 11 mesi fa", come recitano implacabili le informazioni di fb, mi ha trascinato - per la mia felicità - in cima al Corno grande del Gran Sasso, ha caricato su facebook le foto. naturalmente lui ultraquarantenne conosceva bene l'ageggio, io ben più giovane e teoricamente tecnologico, per nulla. Quel giorno, per vedere quelle foto, mi sono iscrito a fb pensando che fosse soprattutto una cosa troppo complicata. Da quel giorno chi mi ha conosciuto, o riconosciuto, su questo canale mi ha visto inerpicato tra i monti con un caschetto in testa. Quella foto, il mio profilo, ovviamente l'ha fatta Paolo.
    Su tutti, oggi ho due sentimenti: l'assoluta totale incredulutà. Immagino sia un sentimento comune quando si perde in modo improvviso una persona vicina. Ma in questo caso, c'è qualcosa in più: pensare che sia scomparsa una tale forza vitale sembra assolutamente irreale. Faccio fatica a non credere che tra un attimo spunterà da dietro una porta con il suo sorriso sbruffone o magari trafelato tra una riunone decisiva e un'altra fondamentale.
    E poi la rabbia, non per come sono andate le cose qualche giorno fa (anche, ma su questo in me prevale il fatalismo- forse per quel demone montanaro che coltivo, sebbene da profano) ma per come non sono andate tutte le cose che avremmo potuto fare. Mi sembra che oggi se ne vada per sempre una delle possibili tratiettorie che la mia vita avrebbe potuto prendere. Un pezzo di quello che avrei potuto essere si è schiantato con Paolo. A volte, non sempre, Paolo assomigliava alla persona che mi sarebbe piaciuto essere. La sua famiglia, Claudia, Jacopo e Benedetta, quando li ho conosciuti, una bellla domenica di poco più di 11 mesi fa, mi hanno regalato la certezza che possono esistere le belle famiglie. Con gli scazzi e i problemi come tutti, ma belle. Con un rapporto forte e vero. Senza figli adolescenti debosciati, né genitori annoiati e pigri.
    Oggi, in un pessimo lunedì che ha chiuso 4 giorni tra i più angoscianti e surreali della mia vita ne ho avuto la conferma. E anche di più.
    Spesso ne parlavamo, tra i suoi due figli e miei due c'è la stessa differenza d'età, con 10 anni di distanza, e mi ricordo di avergli detto che mi sarebbe piaciuto avere una famiglia così tra 10 anni. E lui che mi pigliava per il culo, orgoglioso come pochi dei figli che hanno cresciuto insieme a Claudia.
    Lui "vecchio" scapestrato, che faceva a gara con Jacopo a chi era più fico in montagna e lo provocava: a braccio di ferro vinco ancora io" e io impietoso, a commentare "ancora per poco" , lui che ogni giorno era una sifda e ad ogni angolo c'era un' occasione da non lasciar scappare , e io giovane e saggio che gli ricordavo cose che sapeva benissimo.
    Io che campo vendendo parole scritte per altri sono un disastro quando devo tirare fuori le mie. Questa volta le ho scritte per me, come medicina al dolore ma spero, se qualcuno mai le leggerà, di essere riuscito a far capire che Paolo era una bella persona. Gli ho voluto bene e mi manca.

    Adele Tramontano
    Forse Paolo si è trasferito in un'altra dimensione, una in cui tutto non è accaduto e lui è ancora con tutti noi a progettare il futuro, ad ascoltare e interagire con chiunque con l'intelligenza, l'attenzione e l'entusiasmo di sempre.
    In questa, dove ci ha lasciato, resta la desolazione di non poter contare più sulla sua mente brillante, sulla sua dolce impazienza e sul suo rigore etico per costruire la società che verrà, che consegneremo ai nostri figli.


    Francesco Valdevies
    Sono scioccato da questa notizia, ho conosciuto Paolo Zocchi durante un convegno alla LinK University e mi colpi la sua lucidità e l'accuratezza del suo intervento sul tema che curavamo, da li a poco sarebbe diventato coordinatore del programma Elisa ed eravamo rimasti d'accordo nel mangiare un panino insieme. Quel panino non lo abbiamo mai mangiato ma abbiamo molte volte chiacchierato per telefono di possibili soluzioni in ambito di progetti per la pubblica amministrazione.......è un peccato che non ci sia più

    Paolo Vallorani
    "Tu m'hai provocato e io me te magno"...Con questa battuta e con il suo sorriso rispose ad una mia domanda. Poi mi spiegò tutto chiaramente. Lei era questo professore. La voglia di condividere una passione e di credere nelle proprie idee che mi ha trasmesso mi accompagnerà sempre. Quando ci rincontreremo un giorno avrò molte domande da farle...Arrivederci Professore, mi faccia trovare trovare un paradiso più moderno.

    Mauro Vergari
    Ciao Paolo, li nella vetta del Gran Sasso hai fatto l'incontro con l'unico vero e misterioso futuro che tutti vivremo prima o poi. Il futuro che hai legato alla tua vita fatta di innovazione. Buon viaggio e con la preghiera ti accompagno.....

    Amalia Vetromile
    Ciao Paolo! E ora con chi potrò azzuffarmi politicamente per poi fare pace?

    Ricevo da ELANET e pubblico volentieri (Paolo è presidente onorario di UnaRete):





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    permalink | inviato da undo il 1/6/2009 alle 21:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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