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    Imagine there's no heaven It's easy if you try No hell below us Above us only sky Imagine all the people Living for today... Imagine there's no countries It isn't hard to do Nothing to kill or die for And no religion too Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one I hope someday you'll join us And the world will be as one Imagine no possessions I wonder if you can No need for greed or hunger A brotherhood of man Imagine all the people Sharing all the world... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one I hope someday you'll join us And the world will live as one
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    e sull'ingiustizia.

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    potrai scambiare amore solo con amore,
    fiducia solo con fiducia.
    Se vuoi godere dell'arte,
    devi essere un uomo artisticamente educato;
    se vuoi esercitare qualche influsso sugli altri uomini,
    devi essere un uomo che agisce sugli altri uomini
    stimolandoli e sollecitandoli realmente.
    Ognuno dei tuoi rapporti con l'uomo e la natura
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    Se tu ami senza suscitare un'amorosa corrispondenza,
    se il tuo amore come amore non produce una corrispondenza d'amore,
    se nella tua manifestazione vitale di uomo amante
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    Passeggiare non stanca
    17 giugno 2008
    "Gli uomini che hanno potere dovrebbero scendere dalle auto blindate e iniziare a passeggiare.
     
    Una passeggiata vuol dire essere restituiti alla strada e alla nudità casuale delle persone, guardare gli alberi, i palazzi o il mare, inseguire pensieri spesso splendidamente banali.
     
    Passeggiare vuol dire avere un cane per amico, oppure un amico libero come un cane, con cui parlare di tutto, uno che ti ascolta e ha voglia di perdere tempo con te.
     
    Passeggiare è interrogare il cielo, chiedersi se quelle nuvole stanno per arrivare o invece se ne stanno andando, assaggiare l'aria con il naso e con la pelle, d'estate cercare l'ombra e d'inverno il sole.
     
    Passeggiare è commentare i titoli dei giornali con uno che non conosci, indicare la strada a un passante, ricordarsi di comprare qualcosa prima di tornare.
     
    Passeggiare è imbattersi in chi non t'aspetti, oppure in qualcuno che attendi al varco, è fermarsi al bar e guardare la gente che passa, parlare con chiunque dell'ultima partita tanto per scambiarsi calore.
     
    Passeggiare è giocare dolcemente con la giornata, decidere che ne puoi perdere un pezzo perchè lo vuoi guadagnare.
     
    Passeggiare è il piacere dell'anonimato e quello della compagnia, incrociare gente che non conosci e facce note, salutare o non salutare,attraversare la strada per incontrare o per evitare, quando non prevedi duetti e preferisci l'assolo.

    Passeggiare è evadere dalla corsa feroce, da quell'assedio che chiude le porte da cui potrebbe entrare la vita, da quelle giornate murate che fanno del telefono cellulare un cellulare di polizia.
     
    Passeggiare è mettere la punteggiatura ai giorni, andare a capo, voltare pagina, creare intervalli, parentesi o punti interrogativi.
     
    Passeggiare vuol dire infiltrare un po' di vacanza in ogni giornata, lasciare aperta una fessura nel quotidiano, sapendo che la sorpresa può entrare anche dalle porte strette.
     
    Passeggiare non vuol dire sparire, ma mettere le virgolette a ciò che pretende di essere assoluto, resistere a tutte le militarizzazioni.
     
    Passeggiare vuol dire rispetto per la saggezza, per quel sentimento che ci ricorda che siamo a lunga conservazione, ma abbiamo una data (approssimativa) di scadenza e domani potrebbe essere tardi, una metafisica rispetto alla fisica.

    Passeggiare è un'arte povera, un far niente pieno di cose, il piacere di scrivere una pagina bianca, una risacca dolce della nostra vita minima.
     
    Passeggiare vuol dire partire per arrivare, ma senza impegno, perchè ci si può fermare prima, cambiare percorso, inseguire un'altra idea, prendere una strada secondaria, fare una digressione.
    Passeggiare è abbandonare la linea retta, improvvisare il percorso, decidere di volta in volta la rotta, girare a vuoto nella penombra, non avere paura di ascoltarsi.
     
    Passeggiare è accarezzare un palazzo o una strada che ti sono cari, dove non passi per caso, ma perchè vorresti incontrare qualcuno.
     
    Passeggiare talvolta è un perdersi breve, in un piccolo spazio, una microfisica dell'avventura, da cui si torna con una storia da raccontare.
     
    Passeggiare è ritornare a se stessi e a quella parte di noi che è la premessa di tutto, staccare la spina a chi ogni giorno vende il presente in offerta speciale.
     
    Passeggiare è il desiderio del ragazzo e dell'anziano, un'arte che l'adulto ha rimosso o sostituito con l'agonismo del jogging o del fitness.
     
    Passeggiare non serve per tenersi in forma, ma a dare forma alla vita, a farle capire le proporzioni, è la modesta preghiera degli arti inferiori.

    Passeggiare è non staccarsi dagli altri, coltivare l'amicizia, sapere che una società che non passeggia più e va solo di corsa, una società che ha abolito le domeniche e le notti, in cui i marciapiedi scompaiono e tutto diventa negozio, è una società senza pori, dove anche il tempo libero è quotato in borsa.
     
    Passeggiare, si sa, fa bene, e i medici lo consigliano vivamente.
     
    Una società che passeggia è in buona salute, anche se non ha ancora avvisato quelli che studiano la qualità della vita.
     
    Passeggiare è anche un test: chi non lo fa da tempo o è povero o è disgraziato.
     
    Mentre però chi non passeggia perchè è malato o perchè deve guadagnarsi duramente la vita soffre di questa sua povertà e sogna di cancellarla, quelli che non lo fanno perchè hanno agende senza spazi bianchi e non hanno tempo, sono dei condannati ai lavori forzati nati in prigione.

    Gli uomini con responsabilità girano accerchiati da guardie del corpo, da occhi paranoici che guatano le strade e i palazzi come insidie.
     
    Probabilmente tutto ciò è inevitabile, ma non si deve dimenticare che quest'essere privati della libertà di passeggiare mette capo a una vita rovesciata, dove scompare il contatto nudo con gli altri, con se stessi, con ciò che conta veramente. sarebbe straordinario se sul nostro pianeta affrettato si diffondesse all'improvviso il virus del passeggiare, se militari, uomini d'affari, politici, presi da una sorta di raptus, scendessero per strada e iniziassero a perdere tempo.
     
    Forse scoprirebbero che così molti problemi scompaiono.
     
    Diceva Pascal che tutti i guai all'uomo derivano dal fatto che non è capace di stare da solo tra quattro mura. Per noi invece nascono dal fatto che non scende in strada a passeggiare."
     
    (Fonte: Franco Cassano, Modernizzare stanca: perdere tempo, guadagnare tempo, Il Mulino 2001)

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    permalink | inviato da undo il 17/6/2008 alle 19:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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